Ai tempi del Pci propriamente detto, in un paesino presso Firenze, ai margini di una Festa dell’Unità, giovani e vecchi adepti della falce e martello discutono, si sfottono e si scornano mentre il Partito/Mamma, caduto il muro di Berlino, è sul punto di cambiare pelle, nome e ragione di essere. Massimo Ghini ricorda tanto (ma tanto) Walter Veltroni, Athina Cenci è un (rosso) grillo parlante in gonnella, il regista Alessandro Benvenuti riserva per sé (Benigni docet) il ruolo dello scemo del villaggio al quale scappano dette le verità più sferzanti. Ci sono anche piccole tragedie personali, ma – come da copione tardosessantottesco – il privato non può non essere politico.
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