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| l'eterno dibattito teoLOGICO (?) e la bestemmia sceneggiata |
| la_nico: Sarò brutale, perdonami. Credere in un dio significa abdicare alla propria intelligenza, dici, e sai bene che mi trovi d’accordo. Ma significa abdicare alla propria intelligenza anche credere (o peggio, far credere) che quanto sta accadendo stia accadendo in nome di un dio. Ci credi davvero quando scrivi che le minacce arrivano in nome di un dio? Traduco: credi davvero che le torri gemelle siano crollate in nome di Allah? Che le crociate siano state fatte in nome di Dio? Che la guerra di Troia sia stata fatta in nome di Elena? Poesia. Letteratura. Mi sembra così banale dire a TE che in tutti questi casi la religione non è oppio, ma eroina pura iniettata nelle vene dei disperati (l’eroina, come la religione, è la più magnifica illusione di felicità mai concessa al genere umano, e solo i disperati vogliono illudersi che la felicità esista). I disperati, o la plebe se più ti piace, o le pedine, o la carne da macello. Gli stessi cui si rivolge la signora colta ed elegante che dici, gli stessi cui promettono fottute vergini, con lo stesso identico fine: far credere che la religione sia causa quando invece è puro pretesto. Due cose diverse: la causa è fissa, il pretesto intercambiabile, perché se non ci fosse quello ce ne sarebbe un altro, lo troverebbero, tranquillo, Elena di Troia vale quanto Allah. Piantiamola di parlare di scontro di civiltà, di cultura, di radici, di religioni, che queste stronzate mi danno il vomito come non mai, e chiamiamo le cose col loro nome: scontro di interessi di pochi, molto bravi a orientare le vite di molti. Punto. Conta di più l’usciere della Cia che Dio, Allah, Budda, Geova e Giove messi assieme. Dio non c’entra, nessun dio. Non credo esista, ma se esiste in questo momento sta facendo altro. L’illusione che il male del mondo sia nelle religioni e non negli uomini che hanno scovato questo geniale pretesto, questa sì, è oppio. E a te non serve. Perdonami. |
ALEX_Perdonarti di che? La tua luce illumina quanto quella dei presunti dei acceca. Certo che io non ci credo. Ma loro (che fino all'altro ieri eravamo noi) sì. Loro ci credono. Se la bevono. Poi ce la sputano addosso. Sono pericolosi. Come noi, per civiltà (grazie NON a dio, insomma) non siamo più. |
SaNdMaN_Infatti guardando la storia, si nota come, la maggior parte delle guerre, siano state combattute in nome della religione. E' ovviamente un pretesto a cui credono e hanno creduto. Ed è quello il male dell'uomo. Credere in un dio che non c'è e creare guerre in nome di un dio che non ha nome. Non ha sostanza e sicuramente non fa miracoli. E' un miracolo la guerra? Credere per molti uomini ha valenza vitale. Non hanno l'intelligenza per capire che il loro dio è dentro sè stessi. Io sono il mio DIO! |
MARUSCA_Mi volgo al Set, sperando che queste siano le ultime parole spese per l'argomento. Spesso si confonde tra Pensiero e Azione, anche se nessuno più crede che lo sgambetto alle torri lo abbiano fatto le dispettose aquile di Allah. Dall'altro versante forse soffiò il vento.. Nella storia dell'uomo, non sono e mai furono guerre di religione e per nome di. Le guerre son dei popoli, delle nazioni, dei pochi. Mosse dagli interessi di questi dici tu. Io le chiamo Azioni, che è il Pensiero che si fa Politica. Come è un politico quello che Guzzano chiama il bianco stregone. Quindi attenzione a discernere troppo homo sapiens e homo abilis. Attenzione a scindere l'uomo da se stesso. Potrebbe astrarsi e non essere più. Attenzione ad allontanare troppo religione e politica come fosse l'una spalla/pretesto o meta- (nel senso di oltre) dell'altra. Sono tutte prodotti culturali. Sono prodotti umani. Come ogni dio che si chiami tale. |
LORENZO QV_Un personalissimo plauso a Kim Rossi Stuart che in ANCHE LIBERO VA BENE ha avuto il coraggio che (a quanto mi risulta) nessuno sinora aveva avuto di rompere l'ASSURDO tabù della bestemmia, che in tutti i Paesi del mondo tranne l'Italia altro non è che un'imprecazione come un'altra, e che nel Belpaese è invece ancora considerata una mostruosità (fino al 1999 era REATO, oggi è illecito amministrativo, alla faccia della libertà di parola) al punto da meritarsi la censura su ogni mezzo di comunicazione, televisione e cinema in primis (i film americani sono pieni di bestemmie che vengono regolarmente modificate in "dannazione" o simili in fase di doppiaggio). Ma a Rossi Stuart hanno comminato la sanzione amministrativa??! |
ALEX_C'è un precedente illustrissimo: MARCO BELLOCCHIO ne infila una ne L'ORA DI RELIGIONE. Quella era urlo di semifolle, questa, figlia di esasperata frustrazione. Nessuna sanzione e nessuna stonatura fuori contesto. Ma, seppure non proprio bestemmia, ti cito il mio vilipendio preferito: PAOLO VILLAGGIO/DOTTO JEKYLL chiama il Papa al telefono e, alla richiesta di attendere, sbotta: <Gli dica di muoversi! Che cazzo me ne frega se sta pregando!>, o qualcosa del genere. |
MARUSCA_Sembrate tanti bulletti brufolosi delle scuole medie. Vi vedo gonfiarvi il petto gutturando stridule le parolacce proibite!! Ma davvero pensate che la libertà di parola significhi poter dare del porco a babbo natale?!! Ecco l'Italia dei trasgressori del parcheggio in doppia fila, quella del passo avanti in coda alle poste!! A conti fatti il film di Stuart sarà ricordato come quello della bestemmia, ah che fiko!! ma voi continuerete a sposarvi in chiesa sennò mammà si dispiace a battezzare i pargoli e a piangere di fronte ai pezzi di marmo, però le bestemmie, quelle sì. Personalmente mi infastidiscono in quanto ineleganti e stonate. Come sempre il turpiloquio SE gratuito e fine a sè stesso. |
MARCO83_Troppo facile! Sparare sull'elogio della bestemmia e gli italiani tutti, casa, chiesa e bestemmia. Troppo facile! Sento già l'eco dei tuoi passi, dopo che nella scena di un film di Kim Rossi Stuart il protagonista è stato sentito pronunciare le parole "per bacco!", "per giove!" e addirittura "CASPITA!" e "ciucciati il calzino!", ti stai avvicinando per invocare la benedetta bestemmia.Ci sono persone che ne fanno uso, elogiarle è ridicolo quanto volerle strigliare. |
la nico_La bestemmia in Italia è un tabù, può e deve infrangerlo (come ogni tabù) chi ha armi, metodo e buone ragioni per farlo. Bellocchio in quel gran capolavoro ne aveva in abbondanza, e se qualcuno si è infastidito nel sentirla forse significa che si concentra sulla forma e non sulla sostanza (Marusca, me lo aspetto da molti ma non da te, suvvia), oppure che non ha compreso l’essenza del film. Lì era necessaria, struggente, irrimediabile, dunque sacrosanta. La bestemmia è molte cose. Può essere (e lo è quasi sempre) gratuita, volgare, fastidiosa, ipocrita: perfettamente d’accordo. Può essere scorato grido di ribellione. Può essere provocazione da scuola media. In Romagna e in Toscana è semplicemente un modo di dire, svuotato di ogni senso e intenzione (prendo atto di una situazione, senza dire che la condivido). Nel bel film di Kim era semplicemente una bestemmia. Più che evitabile, ma neppure scandalosa: quanto can can! Varie ed eventuali: 1) Marusca (e Alessio), su quell’altra questione mi piacerebbe tanto ribattere e dibattere, ma questa non è la sede adatta e dunque hai ragione, meglio che le tue siano le ultime parole. |
MR. WHITE_Per me la bestemmia sono solo due parole, messe insieme, senza senso per chi non crede in dio. Per chi ci crede c'è l'indignazione. Ma se gli dici PORCO ALLAH, ecco che tutto rientra nella norma e c'è l'ipocrisia. E' solo una variante sui soggetti e non di porci. Il valore è nullo se adeguatamente pesato. |
MARUSCA_Ma c'è abbastanza posto in questo SET per dirvi COME e QUANTO mi avete frainteso?! La mia non era affatto una crociata. Poi ho mica mai davvero rimproverato qualcuno? Semmai vi sbeffeggio, come al solito.. Il punto è che mi rodeva un po' il culo a sentir parlare di Libertà e Tabù associati alla bestiemma quando è ben altro l'affrancamento che auspico per una civilità atea che possa vivere (e scegliere di non vivere) consapevolmente e liberamnete ogni momento e passaggio della propria vita. PUNTO. Sul motivo per cui la bestemmia mi può dar fastidio (e non significa che io ne sia libera, mica ho la museruola!!) sarà forse per un retaggio culturale per cui provo fastidio a sentire insulatare chi non potrà mai avere facoltà di rispondere. Poi scusate che gusto c'è dare del porco a qualcuno che non può replicare? A ma non piace parlare al muro.(E lo zio Soffio d'Anatra ne sa qualcosa!!) Se insulto dio il torto mi pare di farlo solo solo al credente, ma io preferisco parlarci e sedurlo di argomenti chè ne ho piena la testa. O forse la bestemmia è fastidiosa solo per il suono. La bestemmia non ne ha certo uno bello. Io scelgo sempre le mie parole per il loro suono.. Ah..(per Marco 83) forse un verso in cui si annidò felicemente fu il primo della ballata 1.9.9.6 di Agnelli., vero? |
ALESSIO L_Butto lì un po' di riflessioni in ordine sparso. Innanzitutto credo che la bestemmia in Italia sia veramente un tabù radicato, peraltro privo di ogni logica, poiché il numero degli avversatori di questa pratica lessicale si estende in maniera abnorme anche tra i non credenti di qualsivoglia colore; spesso la bestemmia viene ufficialmente avversata per la sua presunta volgarità o per la mancanza di rispetto verso chi crede, ma sotto sotto ho sempre riscontrato come esistano radici culturali profonde (il cattolicesimo latente in molti di noi) che portano a rifiutare acriticamente un gesto semplice e genuino come l'offendere dio in modo diretto e gergale. In questo senso, la bestemmia diviene anche un sintomo rivelatore di quanto la religione o le varie forme di religiosità continuino ad essere legate all'esteriorità della forma e della convenzione: è un mio diritto di libera opinione comunicare ad un credente, in un dibattito articolato, quanto mi appaia vuota la sua concezione di vita e quanto mi appaia pericoloso e negativo il suo dio, ma se esprimo lo stesso identico contenuto con la sintesi della bestemmia allora sono un buzzurro irrispettoso e dissacratore! Credo, inoltre, che la bestemmia abbia una certa rilevanza concettuale in quanto coglie l'aspetto più nodale di qualsivoglia critica alla religione: non tanto se dio esista o no (fatto in sè e per sè insondabile: un ateo non è mai altro che un agnostico che si professa ateo per estremo atto di fede), quanto piuttosto la negatività della figura di dio elaborata dalla religione e le conseguenti ricadute sulla concezione di vita dei credenti: bestemmiando, da ateo, dico che se davvero dio esistesse sarebbe un gran bastardo poiché avrebbe impostato la realtà su un sistema valoriale così negativo come quello concepito dai credenti. Mi piacerebbe anche dilungarmi sul valore poetico della bestemmia 'popolare', quella sgorgata un tempo dalla bocca delle masse ignoranti, come coraggiosa forma di ribellione lessicale ad un sistema che veniva (viene) imposto per mantenerli ignoranti: un sistema a cui non potevano evitare (per ignoranza) di credere ma a cui ugualmente sentivano il desiderio spontaneo di ribellarsi... ho già scritto troppo, ne parlerei per ore. Mi fermo ma concludo con una citazione cinefila in risposta a quella di Guzzano: la mia bestemmia cinematografica preferita è quella di Bozzone (Carlo Monni) in 'Berlinguer ti voglio bene' quando dice (cito a memoria): "Sai qual'è l'unica cosa buona che ha fatto dio? Che non c'è: perché se c'era e mi incontrava... era in difficoltà!" |
| OCCHI DI LYNCHE |
| BERTO- Club anti lynch? ..eh sì.. linch non vale niente.. non si capisce niente della trama, i suoi film sono brutti.. UNA STORIA VERA ti è piaciuto almeno..?? certo che ne capisci di cinema eh?? MA VATTE A RIPONE!! ..puoi dire che non ti piace ma non gli dare addosso perchè è un grandissimo regista.. neanche a me piace PICASSO ma me ne guardo bene dal criticarlo.. saluti! |
ALEX_Che LYNCH, che si scrive sempre con la y, non valga nulla lo dici tu. Io sono più dettagliato, concessivo e solito ad argomentare. Tu che dici di non OSARE criticare PICASSO anche se.... Evidentemente non ne hai la capacità, nè gli strumenti. Puoi solo trangugiare ciò che TI DICONO suggestivo e magistrale (ovviamente non sai capire che ciò può essere solo MAGMATICO CAOS ORGANIZZATO), deglutendolo senza passione pro o contro. Io sono pagato (e dotato) per fare esattamente il contrario. Cosa penso di UNA STORIA VERA l'ho scritto. Impara a leggere. Così scoprirai che il mio problema con LYNCH non è che non si capisca niente. E' CHE SI CAPISCE TUTTO! Il suo trip tarocco immaginario, metafisica metà fasulla: studiato a tavolino nell'impostazione e improvvisato nel dormiveglia nel percorso. |
MAURO_Mulholland Drive, una volta capito che tra le 2 inquadrature del letto ci sta il sogno e ciò che viene dopo è la realtà, è molto lineare, oltre che uno dei 3-4 film più belli degli ultimi 10 anni. L'ho capito solo perché me l'han fatto notare, i primi 3/4 di film sono sogno, prova a riguardarlo. Questo nuovo mi risulta incomprensibile. Per ora. |
ENRICO_(vedi righe in calce alla recensione, quella che segue è la mia sollecitazione inviata a ENRICO dopo la sua prima missiva) |
Egregio Enrico, mi farebbe davvero piacere pubblicare le tue righe su ENGLAND EMPIRE nel mio SET, al quale hai avuto la pazienza di indirizzarle. Non le condivido, ovviamente. Ma sono ben scritte, piene di spunti, appassionate, argomentate. Come le mie. Dunque ti chiedo di imporre a colui che a quelle righe ha scritto la premessa (di certo non può essere la stessa mano) di togliere le offese a me e al mio lavoro, così che il dibattito possa proseguire sereno tra noi. Perché INDEGNO è una parola fuori posto (io, ad esempio, potrei trovare indegno chi ciarla e filma da guru tarocco). E - soprattutto - perché io non ho pregiudizi e lo dimostro con ogni mia giornata spesa a trovare parole a suffragio delle mie idee. Che possono essere sbagliate, ma sono sempre argomentate. Dire che ho PREGIUDIZI è una cazzata. Quanto come dire che abuso della mia fama. Che vuol dire?? Il mio lavoro, con eventuale fama annessa, è composto dal dire quello che penso. Con fiducia. Alessio Guzzano |
MAURO_Mulholland Drive, una volta capito che tra le 2 inquadrature del letto ci sta il sogno e ciò che viene dopo è la realtà, è molto lineare, oltre che uno dei 3-4 film più belli degli ultimi 10 anni. L'ho capito solo perché me l'han fatto notare, i primi 3/4 di film sono sogno, prova a riguardarlo. Questo nuovo mi risulta incomprensibile. Per ora. |
ALEX_Sono felice che ti abbiano illuminato e ti ringrazio di irradiarmi di rimbalzo, ma il punto non è quello. Morirò urlando che il problema di LYNCH non è l'essere INCOMPRENSIBILE. Quello sarebbe il suo fascino se la sua INCOMPRENSIBILITA' NON SUONASSE CALCOLATA. Nulla è più lineare e geometrico del pensiero di Lynch (vedi le sue opere strutturate secondo gli antichi dettami). Il suo vagabondare onirico è la carta copiativa delle pere che non ha avuto il coraggio di farsi, ma di cui deve aver molto letto e sentito parlare. L'improvvisazione notturna pre-riprese della sceneggiatura dà il rustico tocco finale al magma. |
| NON SI UCCIDONO COSI' ANCHE LE COLOMBE? |
| ___STEFANO___Ho visionato THE PRESTIGE. vale la pena sacrificarsi per il lavoro? Per il lavoro tu ti amputeresti due dita? "Non riesco a capire perchè han ripreso a sanguinare..." Io comunque,avessi la famigerata macchina Bowieiana, duplicherei per il mio personale piacere la signorina Scarlett Johansson. La vorrei sempre sul mio comodino. Non importa quale delle due, se quella nella botola o quella che riappare a prendersi gli applausi. |
___FLAVIO___Come tanti sono stato ingannato dalla macchina di Tesla e tu mi hai aperto gli occhi sul finale di 'The Prestige', che letto in quel modo rende il film ancora più affascinante di quanto per me già fosse. Eppure ho ancora qualche dubbio: se il sosia/gemello ha avuto funerale e sepoltura come ci si dovrebbe aspettare, perché nell'ultima inquadratura si trova ancora nella vasca? Devo pensare che Nolan abbia voluto mostrarcelo per metterci la pulce nell'orecchio, ma che in realtà le vasche sono tutte vuote? Il dibattito in rete impazza e io sono più confuso di prima... |
___ALEX___Per il lavoro non mi taglierei controvoglia nemmeno un'unghia, ma per altre cose - lo confesso - anche una gamba (chissà mai quali...). Colgo l'occasione per urlacchiare, non certo a te ma a altri che hanno scritto a (s)proposito di THE PRESTIGE, che la macchina di Tesla NON DUPLICA UN BEATO CAVOLO!!! Eccheccazzo! |
___LUISA___Allora dai, diccelo! Sei tu il critico di riferimento. Tu che tagli. Tu che cuci e che ricuci. Parlaci delle mani sporche - sai, erano chiuse, io mica son riuscita a vederle -, di cosa voli tra le dita agili, e resti nelle pieghe delle mani rampicanti. Tu che sai. Scrivici delle sere in replica e dei centoventun cilindri della macchina di Tesla. Dei giochi proibiti. Anche del gatto nero, se vuoi. Tu che puoi. Dà voce alla colomba morta e al dolore tarpato sull’abracadabra, di lei, alle parole annegate dentro il becco e ai frulli d’ali che ancora girano tra il limite invisibile del proscenio e il buco di scampo delle quinte. Dicci delle colline all’orizzonte, dei dormienti, dei matti, dicci dei mondi e dei cuori, dei cretini che non credono il cinema finzione, di quelli abbacinati dalla magia di cento notti, dicci dell’aria, se ci si vive, se la si mangia, dicci i perché. Spiega l’ossessione. Stendi la formula dell’anti-abracadabra. Dai! |
___ALEX___Quello che io avevo da spiegare (brutto verbo) su THE PRESTIGE l'ho spiegato. Spiegatemi voi qualcosa, casomai. Voi turbati da chissachè, voi che non avete capito il finale... |
___MARCO83___Ok. La sfida è più grande di me e quindi depongo subito le armi. Però cerco aiutanti. Mi capita di non comprendere del tutto, è per me normale, non me ne faccio un problema. O comunque comprendo a modo mio, interpreto liberamente. Però stavolta voglio saperne di più: qualcuno mi da la propria versione dei fatti sul finale di THE PRESTIGE?. OFFRO RICOMPENSA. |
Egregio Enrico, mi farebbe davvero piacere pubblicare le tue righe su ENGLAND EMPIRE nel mio SET, al quale hai avuto la pazienza di indirizzarle. Non le condivido, ovviamente. Ma sono ben scritte, piene di spunti, appassionate, argomentate. Come le mie. Dunque ti chiedo di imporre a colui che a quelle righe ha scritto la premessa (di certo non può essere la stessa mano) di togliere le offese a me e al mio lavoro, così che il dibattito possa proseguire sereno tra noi. Perché INDEGNO è una parola fuori posto (io, ad esempio, potrei trovare indegno chi ciarla e filma da guru tarocco). E - soprattutto - perché io non ho pregiudizi e lo dimostro con ogni mia giornata spesa a trovare parole a suffragio delle mie idee. Che possono essere sbagliate, ma sono sempre argomentate. Dire che ho PREGIUDIZI è una cazzata. Quanto come dire che abuso della mia fama. Che vuol dire?? Il mio lavoro, con eventuale fama annessa, è composto dire quello che penso. Con fiducia Alessio Guzzano |
___ALEX___Rispondo io, che la ricompensa l'ho già avuta dialogando con te. E incaricato di difendere I FINALI dei film. Tutto è già stato detto: la macchina non duplica un beato cavolo, il mago ha imparato cosa deve fare con le colombe, la sorte non gli aveva dato materia prima affettuosamente dispinibile come all'altro... |
___LUISA___Ok, già l'hai fatto. Spiegare. Che invece è un bel verbo! Distendere, allargare, svolgere, srotolare, aprire, sgrovigliare, sgomitolare, sbrogliare, dipanare. E... casomai casomai... Casomai avessi qualcosa di accartocciato e d'involto tu, dammelo pure che te lo stiro io - di grinze, rughe e righe resterà traccia comunque, non temere -, basta non sia un duplicato. La duplicazione mica me la bevo. Credo solo a quella del cinema. Quella sì che mi turba. La fine che muore e ricomincia daccapo. Ogni volta. Per me. |
___LEONARDO___Mi permetto di inserirmi nella discussione mostrandovi questo esperimento. Un oggetto G entra in un macchinario… Abracadabra e si hanno 2 oggetti identici: oggetto G1 (dentro alla macchina), oggetto G2 (fuori dalla macchina – non importa se a 10 o 50 metri). G2 viene distrutto e G1 ripete l’esperimento. Domanda: qual è l’oggetto originario G: G1 o G2? La logica intuitiva porta a rispondere G1, ossia l’oggetto che rimane all’interno della macchina, come se non si fosse mai mosso di là. Per cui se G1 = G , la cosa diventa così: Un oggetto G entra in un macchinario… Abracadabra e si hanno 2 oggetti identici: oggetto G (dentro alla macchina), oggetto G2 (fuori dalla macchina). G2 (fuori dalla macchina) viene distrutto e G ripete l’esperimento. Quindi G entra nella macchina, abracadabra e fuori dalla macchina compare un nuovo G2 (sempre identico a G). G2 viene distrutto e G ripete l’esperimento. E così via. Se così fosse tutto filerebbe. G continua ad entrare nella macchina e ogni volta un nuovo G2, identico a G, compare fuori dalla macchina, e viene distrutto. Invece però ad un certo punto cambia qualcosa. L’oggetto G entra nella macchina. Abracadabra. Fuori dalla macchina compare G2, identico a G. Ora però è G (dentro la macchina) ad essere distrutto. E G2 ripete l’esperimento. L’oggetto G2 entra nella macchina. Abracadabra. Fuori dalla macchina compare G2-2, identico a G2 (quindi identico a G). G2 (dentro la macchina) viene distrutto. E G2-2 ripete l’esperimento. L’oggetto G2-2 entra nella macchina. Abracadabra. Fuori dalla macchina compare G2-2-2, identico a G2-2 (quindi identico a G2 e a G). G2-2 (dentro la macchina) viene distrutto. E G2-2-2 ripete l’esperimento. L’oggetto G2-2-2 entra nella macchina. Abracadabra. Fuori dalla macchina compare G2-2-2-2, identico a G2-2-2 (quindi identico a G2-2, a G2 e a G). G2-2-2 (dentro la macchina) viene distrutto. E G2-2-2-2 ripete l’esperimento… Insomma, ciò che qui si vuole dimostrare è che l’oggetto originario G è da un bel pezzo che ce lo siamo perso, ma forse nessuno se n’è accorto! Anzi, a nessuno interessa. Così come a nessuno interessa questa assurda dimostrazione. Perchè in fondo, come dice l’ingegnere Cutter-Caine, noi cerchiamo di carpire il segreto ma non ci riusciremo perché non guardiamo veramente. Non vogliamo davvero sapere qual è il segreto, perché vogliamo essere presi in giro! Viva il cinema! |
___ENRICO___Affaire "THE PRESTIGE" Pensiero domenicale. Anzi, ipotesi matematica. Macchina di Tesla=Macchina da presa. La macchina da presa non duplica un accidente. |
___FLAVIO___Come tanti sono stato ingannato dalla macchina di Tesla e tu mi hai aperto gli occhi sul finale di 'The Prestige', che letto in quel modo rende il film ancora più affascinante di quanto per me già fosse. Eppure ho ancora qualche dubbio: se il sosia/gemello ha avuto funerale e sepoltura come ci si dovrebbe aspettare, perché nell'ultima inquadratura si trova ancora nella vasca? Devo pensare che Nolan abbia voluto mostrarcelo per metterci la pulce nell'orecchio, ma che in realtà le vasche sono tutte vuote? Il dibattito in rete impazza e io sono più confuso di prima... |
___ALESSANDRA___Ma è la macchina di Tesla a produrre i sosia, o doppi o come li vuoi chiamare! Non è che se li va a cercare così, bell'è pronti! Cento, poi! Posso credere all'impossibile. Ma non all'improbabile. Non duplica un beato cavolo nel senso che è sempre lui a ritornare e nello stesso istante a far fuori una parte di sé. E' inevitabile pensare che ha imparato a uccidere una parte di sé, la sua coscienza morale: Mister Hyde-Es che ogni sera prende il sopravvento su Jekyll-SuperIo Dopotutto siamo a Londra alla fine dell'Ottocento! Il mago allo specchio conosce la sua natura più profonda. Ne supera la repulsione. Quindi il confine. Ne è sedotto e da bravo distillatore di esilir del diavolo dominato dall'ossessione ne approfitta. E poi va a godersi l'applauso a scena aperta. Un'Ombra vestita di tutto punto che ogni sera brinda all'eterno ritorno dell'eguale e lucido trionfo. E uccide quella parte di sé affogandola nella vasca, in quel modo, per espiare il senso di colpa di non essere riuscito a salvare sua moglie? No, peggio! E' ormai completamente a-morale e pensa: cosa me ne frega della mia prima moglie ora che sono diventato immortale? Le colombe lui ha imparato a NON ucciderle, ricordi?? Quando poi l'altro mago, all'inizio del film, vede annegare il suo sosia e lo scambia per lui, e urla, il diabolicus, là, non si fa alcuno scrupolo di non riapparire in scena e approfittare della cosa per levarsi di torno l'ex-amico una volta per tutte: me lo vedo, a gongolare dietro una colonna, con la risata da scienziato pazzoide! Ma! E' infine fregato dal gemello, dal 'doppio' dell'altro mago (la cavalleria, gente!). Un'Ombra anch'essa, e incazzata dura (alla quale non importa un fico secco di dove accidenti si trova: dove c'è ciò che l'inconscio rimuove ed è riaffiorato: la morte, davanti alla quale siamo tutti in fondo ciechi) ha il sopravvento su quel cavolo di cervello mefistofelico di serpente di Hyde e può tornarsene dalla sua pupilla, là dove bene e male sono mescolati ormai senza scampo in un intero e soprattutto unico essere umano. E la bambina è libera finalmente di essere ingannata e applaudire il film del suo bravo Babbo-Natale-Nolan: Chi non è stato mai ingannato da una menzogna non sa cos'è la beatitudine, diceva fra l'altro Einstein. |
___MARCO___Basta! Lo devo dire! Non posso farmi il fegato amaro! E' la più grossa cazzata che abbia visto negli ultimi mesi! Mi fa piacere che vi divertano gli espedienti di bassa lega tipo macchina DUPLICATRICE (perchè questo fa, ALE è inutile che cincischi) che a me sanno invece di sceneggiatore che - dopo aver avuto una buona idea di partenza - arriva ad un punto morto e dice: e mò che faccio???? Ma c'è un punto su cui non transigo (a parte le interpretazioni degli attori, tutti pessimi tranne - ovviamente - Caine e - forse - Hugh Jackman) ed è quando si tradisce la psicologia di un personaggio... diventa subito talmente fasullo!!! E il mago nobiluomo (Angier) tradisce la sua passione per il "prestigio" ripiegando su un trucco che trucco non è: un macchinario scientifico realizzato da uno scienziato realmente esistito (lui, non la sua improbabile macchina). Ecco, un vero prestigiatore (anche in un'epoca in cui magia e scienza non erano separate con la stessa nettezza di oggi) ricercando il trucco perfetto perde ogni credibilità, se invece di "barare" fa sì che la duplicazione avvenga sul serio. Spero sia tutto chiaro e grazie dell'attenzione!... |
___ALEX___Naturalmente il tuo pensiero mi è chiaro. L'ho letto. Spero che anche tu abbia letto il mio e ti sia chiaro. Non sono d'accordo con te su nulla (il che non pregiudica il mio piacere di ospitare le tue righe). E meno che mai sono d'accordo sul fatto che la macchina cloni qualcuno o qualcosa (SE NO CERTO CHE HAI RAGIONE TU!!). Lui ha solo imparato a non lasciar vivi i sosia (dico: I SOSIA!!). Ha imparato che la colomba va ammazzata, se no il trucco non funge. |
___CICCIO___come non avete capito il finale del film? ma daiii. Provate a ricordare le parole di Tesla al prestigiatore che rivoleva il cappello -qual'è il mio cappello?- -sono tutti suoi cappelli!!- il dramma del finale è il suo continuo suicidio tutte le sere, la morte, il sacrificio continuo del suo clone che veniva conservato nella vasca d'acqua quasi come feticcio, come ricordo del sacrificio di se stesso. I due amici-nemici uniti anche nel destino dove entrambi sono vittime e carnefici. Può bastare? |